
Il turchese, pietra preziosa, si distingue per il suo colore blu o verde, a seconda della sua composizione, ed è estratto principalmente in Afghanistan, Iran e Stati Uniti. Famoso per il suo utilizzo in gioielleria, evoca anche simboli di protezione e coraggio in molte culture. Per un gioiello unico, esplorate la nostra selezione di componenti in turchese.
La turchese è una pietra semipreziosa molto popolare, utilizzata da secoli nella realizzazione di gioielli e oggetti decorativi. È molto apprezzata per il suo colore accattivante e la sua bellezza naturale.
E se provaste a creare il vostro gioiello con la turchese? Scoprite tutti i nostri componenti per gioielli in turchese per realizzare gioielli con pietre naturali. Lasciatevi ispirare
Il nome “turchese” significa “pietra della Turchia”. Questa pietra naturale deve il suo nome a un malinteso. Quando i mercanti veneziani la introdussero in Europa, gli europei pensavano che provenisse dalla Turchia, mentre in realtà proveniva dalla Persia. I persiani la chiamavano “Feroza” o “Firuze”, che significa “vittorioso”.
Il turchese è una pietra che veniva già estratta nell’antico Egitto per la realizzazione di gioielli e oggetti decorativi. Durante alcuni scavi archeologici, sono stati rinvenuti braccialetti di turchese al polso delle mummie. Il più antico è stato scoperto nella tomba della regina Zar, dove fungeva da talismano protettivo. Risale a oltre 6000 anni prima di Cristo.
Il sarcofago del faraone Tutankhamon era incastonato con numerose pietre semipreziose, come il lapislazzuli, l’ametista, il turchese e la corniola. Anche la sua maschera funeraria era adornata di turchesi.
In Persia, questa pietra di colore blu era utilizzata come moneta di scambio, ma anche come talismano per proteggersi dal malocchio. Adornava inoltre i turbanti e gli anelli dei dignitari, che ne facevano uso come sigillo.
I tibetani e gli indiani credevano nelle sue proprietà curative e nelle sue virtù medicinali. Era anche simbolo di coraggio, dedizione e benevolenza.
Per gli Aztechi era una pietra sacra. La utilizzavano insieme ad altre pietre per decorare i loro oggetti cerimoniali. Ritenevano che il turchese fosse troppo potente e che solo gli dei fossero in grado di indossarlo.
Gli Apache credevano nel suo potere protettivo. Il turchese rappresentava la dea del cambiamento, chiamata anche la “donna turchese”. Credevano che potesse guidare i cacciatori e i guerrieri. Per questo motivo fissavano un turchese sulle loro armi, convinti che la pietra avrebbe garantito loro di non mancare il bersaglio.
Per i Navajo, il turchese era un frammento di cielo caduto sulla terra.
Questa pietra blu ha una durezza compresa tra 5 e 6 sulla scala di Mohs e una densità compresa tra 2,6 e 2,9. Il turchese autentico è una pietra relativamente tenera e può graffiarsi se non viene maneggiata con cura. È inoltre sensibile ai prodotti chimici e all’esposizione prolungata alla luce diretta del sole.
Blu turchese o verde turchese? Beh, entrambi! Infatti, il colore del turchese varia dal blu chiaro brillante al verde intenso. Tutto dipende dagli elementi che contiene: più è blu, più contiene rame; più è verde, più contiene cromo e vanadio. La sfumatura gialla è dovuta alla presenza di ferro.
Le venature marroni e scure che la attraversano sono dovute alla presenza di altri minerali, come il rame e il ferro, presenti nelle fessurazioni.
I principali giacimenti si trovano in Afghanistan, Australia, Cina, Stati Uniti, Francia, Iran, Tibet, Israele, Messico e Tanzania.
Nella litoterapia, il turchese naturale è considerato una pietra lenitiva e calmante. Si ritiene che aumenti l’empatia, favorisca la realizzazione personale e contribuisca a lasciarsi andare per favorire la comunicazione con gli altri. Protegge chi lo indossa dalle energie negative.
La turchese è legata al chakra della gola. Favorirebbe la spontaneità, la comunicazione onesta e benevola, rafforzerebbe la fiducia in se stessi, aiuterebbe a dissipare la timidezza e incoraggerebbe l’espressione creativa.
Utilizzata a livello del Terzo occhio, rafforzerebbe ogni meditazione.
Attenzione: le nostre pietre semipreziosi non sono vendute a scopo di litoterapia. Gli effetti delle pietre non sono scientificamente provati. Le pietre naturali non possono in alcun caso sostituirsi a una valutazione medica o a un trattamento medico.
Per preservarne le proprietà, il turchese deve essere pulito e purificato per rimuovere le impurità e le energie negative che si sono accumulate. Esistono diversi rituali per purificarla: lasciandola in ammollo in un recipiente con acqua, seppellendola nella terra o con fumigazioni di incenso.
Una volta purificata, potrete ricaricarla lasciandola tutta la notte alla luce dei raggi lunari. Per ottimizzare il processo, posizionatela su un ammasso di quarzo o su una geode di ametista.
In un anello, un bracciale, una collana o degli orecchini, prediligete le tonalità fredde delle montature in argento 925 o in acciaio inossidabile. Si abbinano perfettamente al colore blu della pietra. Ma se cercate un gioiello dallo spirito solare e luminoso, abbinate il vostro turchese a montature color oro in gold filled (oro laminato) o placcato oro.
Quale pietra abbinare al turchese? Sebbene i litoterapisti consiglino di indossare il turchese da solo, potete abbinarlo a pietre semipreziosi con un’energia simile, come la labradorite, l’acquamarina, il lapislazzuli o l’agata blu.






































































































Crediti
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