
Il PVD è un metodo di metallizzazione che utilizza la deposizione fisica di vapore mediante spruzzatura, che rinforza i gioielli con uno strato sottile e altamente resistente.
Il risultato è un acciaio inossidabile dorato, durevole, pulito e più ecologico della galvanica.
Il gergo della gioielleria e dell’oreficeria può a volte risultare piuttosto sconcertante, soprattutto quando si è alle prime armi (o anche non lo si è, del resto: si impara ogni giorno qualcosa di nuovo). La placcatura PVD ne fa parte: dietro questa sigla un po’ misteriosa si nasconde però una delle tecniche più affidabili per ottenere un bellissimo acciaio inossidabile dorato, resistente e durevole. Vi spieghiamo tutto, passo dopo passo.

Dietro queste tre lettere si nascondono i termini Physical Vapor Deposition (o Deposizione Fisica in Fase di Vapore in italiano). Questa sigla indica un metodo di metallizzazione tramite deposizione fisica di vapore mediante spruzzatura.
Esistono diverse tecniche specifiche per applicare una galvanizzazione PVD:
Molti metalli possono essere depositati tramite PVD (in realtà, praticamente tutti gli elementi della tavola periodica allo stato solido). Generalmente, come base si utilizzano il titanio e il cromo per le loro elevate proprietà di resistenza alla corrosione. Successivamente vengono ricoperti con uno strato di metallo prezioso, come l’oro, o con leghe metalliche. Il tutto sotto forma di vapore.
Molto diffuso nell’industria e nell’orologeria, questo processo viene impiegato sempre più spesso anche nel settore della gioielleria.
Il PVD può essere applicato su diversi metalli e leghe in grado di sopportare la pressione. Tuttavia, risulta particolarmente interessante sull’acciaio inossidabile. Grazie alla metallizzazione tramite PVD, siamo in grado di offrirvi acciaio inossidabile dorato. Lo spessore di questo rivestimento sui prodotti in acciaio inossidabile che commercializziamo non viene comunicato dal produttore. Può variare da 0,01 a diversi micron.
Nel caso di una base in acciaio, lo strato applicato è un nitruro di titanio (TiN). La tonalità dorata rimane stabile: non si sfalda e, anche se può schiarirsi leggermente, conserva il suo aspetto dorato senza tendere al color argento.
Su una base in rame, ottone o zama, il PVD è meno interessante, poiché richiederebbe uno strato di aggrappaggio affinché il rivestimento PVD aderisca, il che comporterebbe un costo aggiuntivo.
Il processo si svolge in una camera a vuoto, una sorta di macchina metallica a tenuta ermetica. All’interno di questa camera si trova un carosello su cui sono montati dei telai che servono a sospendere gli articoli da rivestire.
Una volta appesi gli articoli, la camera viene chiusa, quindi svuotata quasi completamente dell’aria per raggiungere una pressione pari a un centomilionesimo della pressione atmosferica ed evitare la presenza di impurità. Successivamente ha inizio la fase di deposizione: il gas di processo viene rilasciato attraverso le pareti laterali della camera. Il carosello esegue un movimento rotatorio regolare che consente di rivestire e diffondere un deposito uniforme sui prodotti. Al termine dell’operazione, si rimuovono i telai e poi i pezzi.
Breve promemoria: cos’è la galvanoplastica? Talvolta chiamata impropriamente “galvanizzazione”, la galvanoplastica o elettrodeposizione è un metodo di placcatura mediante elettrolisi. Questo metodo utilizza una corrente elettrica che attraversa un bagno liquido e permette di ricoprire un oggetto metallico con un sottile strato di metallo prezioso o di una lega metallica.


Sì, a differenza di una placcatura tradizionale, il PVD resiste bene all’acqua e all’umidità nell’uso quotidiano. È comunque consigliabile evitare un’esposizione prolungata a prodotti contenenti cloro o all’acqua di mare, che, a lungo andare, possono opacizzare leggermente qualsiasi tipo di placcatura.
Si scheggia molto più difficilmente rispetto a un rivestimento classico. È tuttavia possibile graffiarlo con un oggetto abrasivo o appuntito, come qualsiasi altro rivestimento metallico.




































































































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Perles & Co société Internet & E-Commerce [10/08/2026]
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